CASO O SCELTA

CASO O SCELTA

CASO O SCELTA

CASO O SCELTA?
O la legge del karma

Un paio di anni fa stavo tornando a casa dopo aver fatto la spesa, attraversando un piccolo villaggio non lontano dal mio. Mi trovavo a un incrocio con tre strade. A destra c’era una strada che portava a casa di un mio amico, che avevo intenzione di vedere presto, dritto una strada che portava a un centro commerciale, dove avevo programmato di andare presto, e a sinistra portava a casa mia. Ero stanco e ho deciso di tornare a casa.

Avevo appena svoltato l’angolo e mi trovavo dietro un’auto che procedeva a velocità sostenuta. In quel momento, un’auto mi è arrivata alle spalle a una certa velocità, con una signora al volante che guardava il suo cellulare, che teneva in mano. SAPEVO che mi avrebbe investito, senza guardare la strada, e così è stato.

Mi ha colpito da dietro e io, a mia volta, ho urtato l’auto davanti a me. Mi sono rotto lo sterno, la donna davanti a me ha avuto un colpo di frusta e la causa di tutto questo caos non aveva nulla. Polizia, ambulanze e otto ore di attesa al pronto soccorso prima che mi facessero un sacco di radiografie.

Naturalmente abbiamo dato la colpa alla terza signora e sperato che la polizia le ritirasse la patente.

Nei giorni e nelle settimane che seguirono, una domanda mi tormentava: PERCHÉ?

Perché avevo scelto la terza strada, quella che mi avrebbe riportato a casa?

La terza donna era davvero la “colpevole”? Certo, non aveva guardato la strada, ma il suo cellulare.

OPPURE AVEVAMO SCELTO QUELLA STRADA E QUELLA SIGNORA a un certo livello del mio essere?

C’era un “contratto” segreto tra le tre donne per incontrarsi in quel momento nel tempo e nello spazio e creare questo pasticcio?

Questa domanda mi tormenta ancora oggi.

La vita, le cose che ci accadono, sono casualità o SCELTE a qualche livello, nel profondo del nostro subconscio o inconscio? SIAMO NOI LA CAUSA DI CIÒ CHE CI ACCADE?

Un paio d’anni dopo mi sono rotto sei vertebre della schiena. I medici dissero che si trattava di osteoporosi.

Per me suonava ancora una volta come qualcosa che IO AVEVA FATTO A ME STESSO.

Da qualche parte, nel profondo di me stesso, mi ero “punito” per qualcosa, o per alcune cose, che avevo fatto in passato.

Da allora, ho riflettuto molto su tutta questa spazzatura accumulata da qualche parte nel profondo di ognuno di noi, quello che Jung chiamava il “lato oscuro”, il lato oscuro. Rabbia, risentimento, depressione, tutti i problemi irrisolti che intasano l’inconscio, di cui non siamo consapevoli nella vita normale, ma che prima o poi si manifestano. Nella cultura indiana si chiama karma.

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